Cermeg

Paolo Moro

Didattica forense

La formazione retorica dell'avvocato

 Libreria Al Segno Editore

Prodenone 2009

€ 11,20

 

 

È urgente e indispensabile interrogarsi sul metodo di formazione del giurista nell'epoca contemporanea. Su questa esigenza si soffermano le argomentazioni e gli esempi del libro Didattica forense. La formazione retorica dell'avvocato , pubblicato dalla Libreria Al Segno Editrice di Pordenone.

Lo smarrimento teorico e le difficoltà pratiche del laureato in giurisprudenza sono evidenti soprattutto in Italia e sono ricondotte diffusamente alle insufficienze del sistema accademico, ritenuto incapace di offrire un'approfondita preparazione culturale e un'adeguata competenza pratica per affrontare il tirocinio nello specifico campo professionale. Questa situazione di spaesamento teorico e, nello stesso tempo, di disorientamento pratico è accentuata dalla confusa combinazione negli studi giuridici e nella formazione professionale di una duplice mentalità: da un lato si ripropone un astratto nozionismo razionalista, volto all'insegnamento del diritto positivo attraverso la conoscenza della norma legislativa e della sua interpretazione; dall'altro si suggerisce un occasionale pragmatismo empirista, diretto alla didattica della soluzione contingente dei casi attraverso l'indagine delle decisioni della giurisprudenza.

Al distacco tra formazione nozionistica ed istituzionale, di regola organizzata dalle università, e apprendimento pratico e utilitaristico, di regola controllato dalle corporazioni professionali, si accompagna l'asfittico particolarismo degli interventi del legislatore (che emana sempre più diffusamente transitorie leggi-provvedimento), del giudice (quando cristallizza le proprie decisioni con il richiamo ripetitivo al precedente) e del giurista (quando si limita a registrare gli orientamenti della legislazione o della giurisprudenza).

La didattica forense può superare questo dualismo fra l'astratto ‘razionalismo' dell'istruzione universitaria e il superficiale ‘empirismo' della formazione professionale, attraverso lo studio e l'applicazione della retorica classica che, costituendosi come via antica al nuovo, appare il metodo più attuale ed originale per l'educazione e la cultura dell'avvocato. Come osservavano Platone e Aristotele criticando i sofisti, il fine specifico dell'arte retorica non è la mozione psicologica, ma la persuasione logica dell'uditore attraverso il controllo razionale delle argomentazioni che illustrano il contenuto della tesi difensiva, le quali sono simili a quelle che si formano con la procedura dialettica. Infatti, anche l'argomentazione retorica si svolge nel contesto di un dialogo tra due interlocutori, ciascuno dei quali sostiene una tesi opposta rispetto a quella dell'altro non come accadrebbe in una semplice conversazione, ma (similmente a quanto accade nel processo) nel confronto di posizioni contrastanti. Pertanto, l'organizzazione didattica della scuola forense destinata a formare i praticanti e i giovani avvocati non potrà limitarsi ad insegnare l'esegesi dottrinale o giudiziale delle norme positive e dei casi pratici, oppure a trasmettere gli espedienti tecnici di costruzione della difesa giudiziale, ma dovrà tener conto di entrambi questi metodi didattici unificandoli attraverso la sintesi dialettica della retorica.

È indubbio che la principale utilità della dialettica processuale nella formazione dell'apprendista avvocato è addestrativa e trasforma la scuola di applicazione giuridica in un autentico ginnasio forense, nel quale deve svolgersi l'allenamento ad argomentare bene in ogni contesto controversiale e, dunque, giudiziale.

Il libro è arricchito di schemi didattici tratti dall'esperienza maturata nella Scuola Forense di Pordenone e in alcune Scuole Forensi degli Ordini degli Avvocati del Triveneto grazie alla collaborazione del Centro di Ricerche sulla Metodologia Giuridica (CERMEG). Gli esempi pratici proposti riguardano: la presentazione frontale e compiti a casa, l'esercitazione metodologica con scrittura guidata, la preparazione d'esame, il passaggio dal parere motivato all'atto giudiziale, il dibattito su traccia a sorpresa, la riflessione rapida su più casi, la simulazione processuale, l'esercitazione casalinga con scrittura guidata, la massimazione di una sentenza.

In allegato l'Introduzione di Maurizio Manzin al volume

Allegati:


Questo articolo è stato creato il Giovedì 3 Dicembre 2009 alle ore 11:15 am ed è archiviato nella categoria Altre pubblicazioni, Generale. Attraverso Feed RSS 2.0 è possibile monitorare questo articolo. Both comments and pings are currently closed.