Cermeg

Come è stato recentemente sottolineato, "pare che su una base quasi giornaliera, in un numero sempre crescente di Paesi, vengano stabiliti nuovi programmi di Restorative Justice" (D. Roche, "The Evolving Definition of Restorative Justice", Contemporary Justice Review 4, 2001: 341-353). Segno che questa visione della giustizia appare in grado di formulare proposte concrete volte a realizzare un serio ripensamento del sistema penale in chiave di una giustizia più ‘umana', tanto invocato dai suoi sostenitori e sempre più sentito anche da ampi settori dell'opinione pubblica.  Più precisamente, la Restorative Justice - considerando il reato come una violazione che colpisce in primo luogo le persone e le relazioni intersoggettive - ritiene che il fine della giustizia sia quello di porre rimedio alle conseguenze lesive scaturite per effetto della condotta criminosa. A tal fine essa promuove forme di coinvolgimento attivo di vittima, offensore e della stessa comunità civile nella ricerca di soluzioni - possibilmente concordate - atte a far fronte all'insieme di bisogni scaturiti a seguito del reato.

Proprio per la ‘alternatività' concettuale con la quale si pone nei confronti dei tradizionali strumenti della giustizia penale, la Restorative Justice provoca ad interrogarsi in chiave critica su ragioni e limiti del processo e della pena tradizionalmente intesi, per verificare quanto degli scopi ad essi affidati appaia realmente rinunciabile. In particolare, proprio per la loro connessione con i modelli della c.d. "giustizia consensuale", gli istituti ispirati alla restoration invitano ad interrogarsi, da un punto di vista metodologico, sul ruolo giocato dal consenso nella soluzione concordata della controversia, e in particolare sull'esigenza che esso sia presieduto da forme di vaglio critico degli argomenti spesi dalle parti. Ne emerge l'esigenza di riflettere sul significato di quella ‘mediazione' che i sostenitori della Restorative Justice invocano come modello principe di conflict resolution, per chiedersi a quali condizioni essa possa effettivamente consentire alle parti di superare le reciproche opposizioni.

Questi interrogativi sono emersi, insieme a molti altri, nel corso della recente International Conference dello European Forum for Restorative Justice and Mediation, tenutasi tra il 17 e il 19 Aprile a Verona, alla presenza di circa trecento studiosi e professionisti di materie giuridiche, sociali e psicologiche, provenienti da varie parti del mondo, e sono stati oggetto delle riflessioni proposte negli interventi di Francesca Zanuso (ordinario di Filosofia del Diritto presso l'Università di Verona) e di Federico Reggio (assegnista di ricerca in Filosofia del Diritto presso l'Università di Padova) entrambi componenti del CERMEG.

In allegato si troverà il documento "On some promises and challenges of a restorative approach to Justice", contenente il testo (in lingua inglese) degli interventi dei due relatori, preceduto da una breve introduzione ad alcune delle principali tematiche emerse durante la Conferenza stessa.

 

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Questo articolo è stato creato il Sabato 1 Novembre 2008 alle ore 7:04 am ed è archiviato nella categoria Articoli, Contributi, Generale. Attraverso Feed RSS 2.0 è possibile monitorare questo articolo. Both comments and pings are currently closed.