Cermeg

Programma di ricerca di rilevante interesse nazionale (PRIN) co-finanziato dal MIUR nell'anno 2006

 

Utilizzando come base di partenza scientifica e come strumenti d'indagine i risultati conseguiti o in via di conseguimento con due  precedenti progetti (cofin 2002 e 2004), fra i quali la costituzione di un Centro Studi, di una collana editoriale e di un sito web sulla  metodologia giuridica, si propone ora un avanzamento delle ricerche centrato sulla natura e fruibilità del discorso retorico  nell'esperienza giuridico-processuale e giuridico-politica. Individuate tre funzioni costitutive della retorica (descrizione,  dimostrazione, persuasione) se ne studieranno presenza, caratteristiche e applicabilità nei settori distintamente individuati dalle  unità locali. Ovvero:
 - Unità di Padova: retorica e finalità cognitive del linguaggio forense, con riguardo particolare alle forme figurate del discorso  retorico processuale.
 - Unità di Trento: retorica e ragionamento giudiziale nel processo civile, con riguardo particolare alla questione del contraddittorio  e dell'oralità e con speciale approfondimento del cd. "processo telematico".
 - Unità di Verona: interazione fra livello logico-epistemologico e livello assiologico dell'argomentazione giuridica, con riguardo  particolare all'uso dei brocardi e delle massime d'esperienza; alla forme di giustificazione della pena; all'uso di argomentazioni  etiche nei dibattiti bio-giuridici.
 - Unità di Catania: retorica deliberativa e dicotomia segno/simbolo, con riguardo particolare al discorso giuridico-politico intorno  al concetto di controllo della decisione normativa e con speciale approfondimento del concetto di cittadinanza nell'ordinamento  comunitario.

 Il programma di ricerca verrà svolto organizzando i temi di studio, indicati come obiettivi, attorno a due direttrici  fondamentali:

   A) DIRETTRICE TEORICA    Approfondimento della struttura logica e delle possibilità euristiche del metodo retorico-dialettico.  In questa fase vengono estesi gli studi teorici già intrapresi  grazie a precedenti progetti e inerenti il tema generale della rivalutazione della retorica quale modo di organizzazione del  linguaggio ordinario attraverso un metodo, al fine di garantire le conclusioni negli ambiti caratterizzati da un'ineliminabile  controversialità. Gli approfondimenti previsti quale obiettivo del presente progetto saranno:  1) studio delle condizioni necessarie per ottenere significati univoci  con il metodo retorico, nonostante l'impiego di forme figurate  del discorso;  2) studio del problema dell'ordine del discorso giudiziale (inteso come organizzazione logica dei suoi elementi linguistici costitutivi)  nelle tre distinte operazioni: descrittiva, probatoria, persuasiva.  La ricerca avrà qui un duplice carattere: storiografico e teoretico, prefiggendosi di individuare, nelle fonti primarie e in quelle  critiche sulla retorica processuale, il reticolo dei tre livelli funzionali (descrizione, prova, formazione del convincimento) e - insieme  a questo - rischiarare la struttura formale dell'operazione linguistica relativa a ciascuno dei tre diversi livelli;  3) studio di struttura, funzione e presupposti epistemici delle massime d'esperienza, con particolare riferimento alla nozione di  "doxa" in Aristotele e di "senso comune" in Kant e del loro rapporto con gli elementi fondamentali del metodo retorico (i cc.dd.  "endoxa");  4) analisi della struttura, funzione e presupposti epistemici dei brocardi;  5) studio delle condizioni per l'estensione del metodo retorico al discorso politico-deliberativo (ambito tradizionalmente sempre  ascritto alla retorica) attraverso:  a) lo studio del rapporto tra retorica deliberativa e dicotomia segno/simbolo, con riguardo particolare al discorso giuridico-politico  intorno al concetto di controllo della decisione normativa e con speciale approfondimento del concetto di cittadinanza  nell'ordinamento comunitario;  b) lo studio delle forme argomentative impiegate nei dibattiti intorno alla giustificazione etica delle decisioni normative sui temi  biogiuridici e alle forme alternative di giustizia penale.  
   B) DIRETTRICE APPLICATIVA    Particolare attenzione verrà data alla verifica applicativa degli studi teorici attraverso:  1) l'analisi e lo studio dei documenti normativi e giurisprudenziali riguardanti temi specifici, individuati quali ambiti particolari di  ricerca all'interno dei vari filoni svolti dalle singole unità. Sotto questo profilo in particolare si segnalano:  1.1) la rassegna di quei luoghi dottrinali o giurisprudenziali nei quali l'argomentazione giuridica si incentra, dipende o è comunque  caratterizzata dall'impiego di forme figurate sicché esse, in quei determinati contesti, possano dirsi strutturali all'argomentazione e,  nella misura in cui si sia raggiunto un sufficiente grado di univocità, logicamente fondanti;  1.2) verifica della compatibilità del modello retorico-dialettico con la prassi forense, in particolare relativa al processo civile, e  monitoraggio sulle conseguenze dell'introduzione del c.d. "processo telematico" nonché delle recentissime modifiche allo  svolgimento del rito, sulla struttura retorica del contraddittorio civile;  2) mantenimento, implementazione e potenziamento delle strutture già avviate, che costituiscono altrettanti canali di interazione con  il mondo accademico e della prassi, nonché strumenti specifici di visibilità e controllo dell'avanzamento dei lavori del gruppo di  ricerca. Si allude principalmente al Centro di Ricerche per la Metodologia Giuridica, già avviato sulla base di precedente progetto e  la cui attività è resa pubblica dal sito www.cermeg.it. Sotto l'egida del CERMEG sono già state prodotte pubblicazioni specifiche ed  altre sono in programma nel biennio relativo al presente progetto (per es. la collana Acta Methodologic,a giunta al secondo volume,  di cui sono in programma altri due nn. nei prossimi 24 mesi);  3) sono previste iniziative in concorso con le organizzazioni delle professioni legali, anche in ambito di formazione (praticanti,  studenti delle scuole di specializzazione per magistrati, avvocati e notaii e delle scuole di pratica forense), allo scopo di condividere  i risultati della ricerca, avviarne l'applicazione e monitorarla ove avviata. Sotto questo profilo è degna di nota l'attività della Scuola  Forense dell'ordine degli avvocati di Pordenone che, prima in Italia, organizza la sua didattica in stretta collaborazione col  CERMEG per quanto riguarda gli studi di metodologia .  L'intenzione è di approntare uno standard formativo metodologico per praticanti da diffondere presso altre Scuole forensi (a questo proposito sono già in corso contatti con gli ordini di Trento e Treviso). Il riconoscimento all'interno di tali organismi è considerato  come un importantissimo momento di verifica e perfezionamento degli studi teorici.

Questo articolo è stato creato il Mercoledì 3 Ottobre 2007 alle ore 6:07 am ed è archiviato nella categoria Ricerca, Generale. Attraverso Feed RSS 2.0 è possibile monitorare questo articolo. Both comments and pings are currently closed.