Cermeg

Programma di ricerca di rilevante interesse nazionale (PRIN) co-finanziato dal MIUR nell’anno 2004

Questo progetto rientra in un più ampio percorso scientifico che coinvolge diverse Unità partecipanti (Università di Padova, Trento, Verona e Torino), accomunate dall’interesse e dalle competenze acquisite circa l’elaborazione di convincenti modelli e criteri di razionalità riguardanti la forma logica del discorso giuridico. Alla base vi è il presupposto, peraltro largamente diffuso in dottrina, che tale discorso non possa essere interamente regolato dai criteri di validità propri del linguaggio simbolico - inevitabilmente riduzionistici - senza stravolgere se stesso, e pertanto non possa affidarsi ai canoni di rigore tipici della logica formale. Su queste basi, il programma di ricerca intende procedere in due direzioni: una eminentemente teorica ed una dedicata alla applicazione pratica dei risultati raggiunti.

 

A)Teoria:

 

  1. Studio dei criteri di connessione logica validi in un contesto argomentativo determinato dal linguaggio ordinario e applicabili al campo della retorica forense. All’interno di queste ricerche uno spazio particolare sarà dato all’esame del processo storico e filosofico che ha determinato la trasformazione dei criteri di validità del discorso riducendoli a quelli propri della sola logica formale.
  2. Individuazione del percorso di stratificazione dei principali modelli sistematici di ragionamento giuridico (livello storico), delle loro ragioni effettuali (livello sociologico), della loro giustificazione razionale (livello teorico). Successiva costruzione di un’alternativa non sistematica.
  3. Indagine sui presupposti filosofici intorno alla nozione di tempo secondo un approccio fenomenologico applicato al discorso giuridico, realizzata studiando le forme retoriche tradizionali tramite le quali viene affermato un pensiero (religioso, filosofico, morale, ecc.) ritenuto vero, nella specifica visuale della questione del tempo.
  4. Analisi dei modelli di argomentazione nella teoria e nella prassi del diritto, con particolare riguardo al problema del rapporto fra efficacia e verità quali criteri per la valutazione della qualità del discorso, laddove siano in gioco principi e garanzie fondamentali.

B) Pratica:

 

  1. Individuazione di modelli concretamente operanti di ragionamento non sistematico e verifica della loro applicabilità al discorso giuridico.
  2. Creazione e potenziamento di forme strutturate di interazione fra ricerca scientifica e professioni legali. In particolare ci si ripropone di potenziare e condurre a regime il Centro Ricerche (CERMEG) avviato sperimentalmente con un precedente progetto, quale ambito flessibile d’interazione fra le diverse componenti dell’universo giuridico.
  3. Trasferimento dei risultati teorici raggiunti. Si cercherà una costante sinergia con gli ordini professionali, anche in relazione alle indicazioni che da questi sono state fornite in materia di tecniche argomentative ad uso giudiziale.
  4. Correlazione delle risultanze dell’analisi sullo statuto specifico della "persuasione" e sul tipo di cogenza che essa fornisce alle istanze che provengono da alcuni campi della riflessione e della prassi giuridica, sia sotto il profilo sostanziale che sotto quello processuale.
Questo articolo è stato creato il Giovedì 22 Settembre 2005 alle ore 9:26 am ed è archiviato nella categoria Ricerca. Attraverso Feed RSS 2.0 è possibile monitorare questo articolo. Both comments and pings are currently closed.