Fonte: “Gli oratori del giorno”, 1, 2005, pp. 31-35
Il 29 maggio 2004 si è tenuto presso la Facoltà di Giurisprudenza di Trento il Convegno dell’Unione delle Camere Penali Italiane, organizzato in collaborazione tra la Camera Penale di Trento “Michele Pompermaier” ed il Centro di Ricerche di Metodologia Giuridica (CERMEG). Ancora una volta l’iniziativa vedeva come tema al centro della discussione la funzione svolto dall’ars retorica nell’ambito del processo penale, in particolare se ed in che modo sia possibile parlare di verità ove vi sia la necessità di ricorrere a procedure discorsive di tipo argomentativo. Il Convegno è stato l’ennesimo frutto della collaudata e ormai pluriennale sinergia fra la Camera Penale di Trento e la Facoltà di Giurisprudenza del capoluogo trentino (in particolare con il prof. Maurizio Manzin, Ordinario di Filosofia del Diritto) che già in passato aveva ospitato iniziativi consimili (si ricordano, fra le altre, il Convegno “Separazione delle carriere ed indipendenza del Pubblico Ministero”, 22 febbraio 2003 e la partecipazione del Presidente dell’Unione avv. Ettore Randazzo al Convegno “Giornate Tridentine di Retorica 3”, 24-25 giugno 2003).
La giornata, strutturata su due momenti principali, ha visto la partecipazione di avvocati, magistrati e professori universitari provenienti da tutta Italia, di fronte ad una platea (purtroppo duole dirlo) poco numerosa. Nella mattinata è stato presentato e discusso il volume collettaneo a cura dell’avv. Alarico Mariani Marini, Teoria e tecnica dell’argomentazione giuridica, edito per i tipi della Giuffrè nel 2003: alla presenza del curatore, in una discussione moderata dal prof. Francesco Cavalla, si sono confrontati l’avv. Ettore Randazzo, l’avv. Roberto Bertuol, un magistrato del Tribunale di Trento, e la prof.ssa Agata Amato Mangiameli i quali, prendendo spunto dai contenuti del volume, hanno a diverso titolo e con tonalità differenti messo in luce il ruolo essenziale dell’argomentare retorico nell’ambito dell’agone forense ma anche della formazione dell’avvocato. Nella sessione pomeridiana, con gli interventi programmati dell’avv. Emanuele Fragasso jr., del prof. Sommaggio e del prof. Sanchini, si è fra l’altro avuto modo di mettere in risalto come nella concezione classica (in particolare dell’Iliade omerica) la retorica fosse non solo forma di comunicazione tipica del contesto in cui si svolge il giudizio, dal momento che il campo del cambiamento della realtà mediante la parola si estende ad ogni ambito della vita umana e divina. Precedente l’apertura dei lavori del Convegno è stata la presentazione ufficiale del CERMEG, Centro Ricerche di Metodologia Giuridica, di cui l’atto costitutivo è stato pubblicamente firmato dai soci fondatori (i proff. Maurizio Manzin, Francesca Zanuso, Gianfranco Ferrari, Stefano Fuselli ed il dott. Avv. Paolo Moro), i quali, nell’occasione, hanno eletto come Presidente del Centro il prof. Francesco Cavalla. Il CERMEG, nato per impulso di un gruppo di studiosi della filosofia del diritto operanti nelle Università del Triveneto, intenzionati a mettere in comune le loro esperienze nel campo del ragionamento giuridico e della funzione della pena, è stato concepito soprattutto a partire dagli incontri denominati "Giornate Tridentine di Retorica" e da una nutrita serie di iniziative di comunicazione e formazione attuate con il concorso degli ordini professionali forensi (Consiglio Nazionale Forense, Unione delle Camere Penali Italiane, Consigli dell’Ordine degli Avvocati e Camere Penali locali) e con altri soggetti, direttamente (Magistrati requirenti e giudicanti) o indirettamente (giornalisti, esperti della comunicazione) riguardati dall’applicazione del diritto. In tutti questi casi si è resa evidente la particolare incidenza dei temi metodologici sulla prassi concreta dell’esercizio della giustizia e, insieme, la loro forte valenza interdisciplinare: tale da interessare i diversi ambiti della scienza giuridica (filosofica e storica, penalistica, civilistica, costituzionale, lavoristica ecc.), ma anche settori considerevoli della conoscenza extragiuridica (come la logica, l’epistemologia, la storia della scienza, la letteratura, la sociologia ecc.).
Il CERMEG promuove quindi, attraverso gli idonei strumenti della ricerca scientifica, lo studio delle procedure logiche atte a costituire il discorso proprio del giurista con particolare riguardo alla loro applicazione in ambito processuale, secondo una prospettiva interdisciplinare che coniughi competenze diverse, provenienti dai domini delle scienze giuridiche, politiche e sociali, degli studi filosofici, letterarî ed artistici, delle scienze formali, della logica e dell’epistemologia, dell’economia. Il board scientifico del Centro fotografa efficacemente il suo carattere interdisciplinare, che intende coordinare organicamente gli studiosi delle discipline giuridiche a forte vocazione metodologica con gli operatori delle professioni legali. Ne fanno attualmente parte gli avv.ti Ettore Randazzo, Alarico Mariani Marini (eletto membro del Comitato Scientifico per acclamazione proprio durante la cerimonia di firma dell’atto costitutivo), ed Emanuele Fragasso jr insieme ai proff. Dennis Patterson, Distinguished Professor presso la Rutgers University - Camden School of Law, New Jersey, Juan Antonio Garcìa Amado dell’Universidad de Leòn, Marie-Dominique Couzinet dell’Universitè Paris 1 Panthéon-Sorbonne, Mario Jori dell’Università Statale di Milano, Giampaolo M. Azzoni dell’Università di Pavia.
Un soggetto istituzionale in grado dunque di rappresentare un fermo punto di riferimento nel campo dello studio della metodologia giuridica, di cui la retorica costituisce uno dei fulcri essenziali e più discussi. In un periodo nel quale insistentemente si torna a parlare di verità e di rapporti fra verità e processo, con particolare attenzione al ruolo che l’avvocato svolge in questa problematica dinamica (e proprio questa Rivista ha ospitato di recente importanti e significativi contributi a detta discussione), e nel quale appare così imprescindibile indagare se ed in che modo la procedura retorica debba relazionarsi alla verità (come proprio il titolo del Convegno qui ricordato – “Avvocato ed oratore: quale ruolo per la retorica nel giusto processo?” – sta a rammemorare). Un’indagine che, proprio per non cedere alle istanze forse solo manieristiche di taluni o sicuramente deboli di altri, pone come sua solida base l’istanza classica dell’ineludibile ricerca della verità da parte del retore, in generale, e dell’avvocato, in particolare. Certo, nel significato affatto peculiare che il termine verità rappresenta per le dinamiche processuali, mettendone in luce le differenze con l’immagine spesso falsata che se ne dà, attraverso una rigorosa opera di didattica specialistica nell’ambito postgraduate e in quello della formazione, innervando una serie di attività (peraltro in parte già sperimentate) legate ai Corsi di Dottorato e ai Master, alle Scuole di Perfezionamento e alle Scuole degli Ordini Professionali e della Magistratura, nelle quali il CERMEG fornisce il proprio supporto.
Un progetto nato fra l’altro, come detto, dagli incontri denominati “Giornate Tridentine di Retorica” che nell’anno in corso sono state significativamente chiuse con il Convegno dell’Unione delle Camere Penali Italiane qui ricordato: una serie annuale di incontri (promossi costantemente dal prof. Maurizio Manzin), partiti come occasione pensata per i soli “teorici” del diritto, i quali si trovavano letteralmente raccolti intorno ad un tavolo a discutere lo stato delle proprie comuni ricerche. Ma che in seguito, anno dopo anno, si sono evoluti coinvolgendo i “pratici”, avvocati (soprattutto penalisti) e magistrati (sia inquirenti che giudicanti): così assecondando, prima ancora che un’avvertita esigenza organizzativa, la struttura fondamentale del sapere giuridico, che fatica a tracciare una separazione fra teoria e prassi. Ciò è stato tenuto presente nell’organizzare le iniziative convegnistiche qui ricordate, l’ultima delle quali è stata quest’anno una “tre giorni” dedicata al tema della retorica, durante la quale si è parlato di “Retorica ed esistenza” (il 27 maggio, con la relazione del professor Francesco Cavalla “Metodo retorico e ricerca della verità” discussa dai professori Gianfranco Ferrari, Stefano Fuselli, Maurizio Manzin e Paolo Moro) e di “Nuove prospettive sulla retorica giudiziale” (il 28 maggio, con le relazioni dei professori Giampaolo Azzoni e Marcello Busetto e dei dottori Claudio Sarra, Vito Velluzzi e Sergio Bonini), prima che anche avvocati e magistrati prendessero la parola nella giornata conclusiva del 29 maggio. Di tutto questo, infine, si fa da oggi carico anche il CERMEG che sin dal suo nascere si è così efficacemente impegnato.
(di Federico Puppo)